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I’ mi trovai, fanciulle, un bel mattino di mezzo maggio in un verde giardino.

I’ mi trovai, fanciulle, un bel mattino
di mezzo maggio in un verde giardino.
Erano intorno vïolette e gigli
fra l’erba verde, e vaghi fior novelli,
azzurri, gialli, candidi e vermigli:
ond’io porsi la mano a côr di quelli
per adornare e mie biondi capelli,
e cinger di grillanda el vago crino.
Ma poi ch’i’ ebbi pien di fiori un lembo,
10vidi le rose, e non pur d’un colore;
io colsi allor per empier tutto el grembo,
perch’era sì soave el loro odore
che tutto mi senti’ destar el core
di dolce voglia e d’un piacer divino.
I’ posi mente quelle rose allora:
mai non vi potrei dir quanto eron belle!
Quale scoppiava dalla boccia ancora
quale eron un po’ passe e qual novelle.
Amor mi disse allor: “Va’ co’ di quelle
che più vedi fiorire in sullo spino”.
Quando la rosa ogni sua foglia spande,
quando è più bella, quando è più gradita,
allora è buona a mettere in ghirlande,
prima che suo bellezza sia fuggita.
Sì che, fanciulle, mentre è più fiorita,
cogliàn la bella rosa del giardino.

Rime, Angelo Poliziano