Poesia

Variazioni sulla rosa

Per te piange un fanciullo in un giardino
o forse in una favola. Punivi,
rosa, inabili dita. E così vivi,
un giorno ancora, sul tuo ceppo verde.

Altri asciuga le sue lacrime, e perde
egli in breve l’ incontro e la memoria.
Oh, nemico per sempre alla tua gloria
non lo scopra l’ errore d’ un mattino!

II

Molti sono i colori ai quali l’ arte
varia il tuo incanto o la natura. in me,
come il mare è turchino, esisti solo,
per il pensiero a cui ti sposo, rossa.

III

Cauta i tuoi gambi ella mondava. Mesta
a me sorrise ed al mio primo dono.
Due mani l’aggiustavano al suo seno.

Andai lontano, disertai quel seno.
Errai come agli umani è sorte errare.
mi sopraffece la vita; la vita
vinsi, in parte; il mio cuore meno.
Ancora
canta a me l’usignolo ed una rosa
tra le spine è fiorita.

“Variazioni sulla rosa”, Umberto Saba