Poesia

Leggiadra rosa

Leggiadra rosa, le cui pure foglie l‘alba educò con le soavi brine, e a cui le molli aurette mattutine fêro a vermiglio colorar le spoglie, quella provvida man che al suol ti toglie vuol trasportarti ad immortal confine, ove, spogliata delle ingiuste spine, sol la parte miglior di te germoglie. Così fior diverrai che non soggiace all‘acqua, al gelo, al vento ed allo scherno d‘una stagion volubile e fugace; e a più fido cultor posta in governo, unir potrai nella tranquilla pace ad eterna bellezza odore eterno.

Pietro Metastasio (1698-1782), tratto da: “Poesia del settecento”, C:Muscetta e M.R: Massei, Einaudi, 1967