Poesia

Elogio della Rosa Gianbattista Marino

156

Rosa riso d’amor,del ciel fattura,

rosa del sangue mio fatta vermiglia,

pregio del mondo e fregio di natura,

dela terra e del sol vergine figlia,

d’ogni ninfa e pastor delizia e cura,

onor del’odorifera famiglia,

tu tien d’ogni beltà le palme prime,

sovra il vulgo de’fior donna sublime.

157

Quasi in bel trono imperadrice altera

siedi colà su la nativa sponda.

Turba d’aure vezzosa e lusinghiera

ti corteggia dintorno e ti seconda

e di guardie pungenti armata schiera

ti difende per tutto e ti circonda.

E tu fastosa del tuo regio vanto

porti d’or la corona e d’ostro il manto.

158

Porpora de’giardin,pompa de’prati,

gemma di primavera,occhio d’aprile,

di te le Grazie e gli Amoretti alati

fan ghirlanda ala chioma,al sen monile.

Tu qualor torna agli alimenti usati

ape leggiadra o zefiro gentile,

dai lor da bere in tazza di rubini

rugiadosi licori e cristallini.

159

Non superbisca ambizioso il sole

di trionfar fra le minori stelle,

ch’ancor tu fra i ligustri e le viole

scopri le pompe tue superbe e belle.

Tu sei con tue bellezze uniche e sole

splendor di queste piagge,egli di quelle,

egli nel cerchio suo,tu nel tuo stelo,

tu sole in terra,ed egli rosa in cielo.

160

E ben saran tra voi conformi voglie,

di te fia ’l sole e tu del sole amante.

Ei de l’insegne tue,dele tue spoglie

l’Aurora vestirà nel suo levante.

Tu spiegherai ne’crini e nele foglie

la sua livrea dorata e fiammeggiante;

e per ritrarlo ed imitarlo a pieno

porterai sempre un picciol sole in seno.

161

E perch’a me d’un tal servigio ancora

qualche grata mercé render s’aspetta,

tu sarai sol tra quanti fiori ha Flora

la favorita mia,la mia diletta.

E qual donna più bella il mondo onora

io vo’che tanto sol bella sia detta,

quant’ornerà del tuo color vivace

e le gote e le labra.– E qui si tace.

Tratto da:Adone, Canto III, 156-161, Gianbattista Marino