Poesia

Alla rosa segreta


Segretissima Rosa, lontana ed inviolata,
Avvolgimi nell‘ora tua suprema, ove dimora
Chi ti cercò dentro il sepolcro o il tino
Lontano dalla confusione e dal tumulto
Dei sogni vinti, e nel profondo
Di pallide palpebre, grevi del sonno
Che gli uomini hanno chiamato bellezza.
I tuoi grandi petali avvolgono
Le barbe antiche, gli elmi d‘oro e di rubino
Dei Magi coronati, e il re che vide
Le Sante Piaghe e la Croce levarsi
Tra nebbie di druidi, oscurando le torce;
Finché morì, destatasi in lui vana follia;
E chi incontrò Fand che camminava
Sulla rugiada in fiamme, presso una riva grigia
Ove mai soffiò il vento, e per un bacio
Il mondo perse, ed Emer;
E chi scacciò gli Dei dal loro regno
E attese il rosseggiare di cento albe
Festeggiando e piangendo i tumulti dei morti;
E il re fiero e sognatore che gettò
Corona e affanni e abitò i fitti boschi
Chiamando a sé bardo e buffone
Tra vagabondi macchiati di vino;
E chi vendette beni, casa e campi
E cercò per isole e terre innumerevoli anni
Finché trovò, con il sorriso e il pianto,
Una donna di così fulgida bellezza
Che vi era chi trebbiava a mezzanotte
Alla luce di una ciocca di capelli
Una piccola ciocca rubata.
Io pure attendo
L‘ora del tuo gran vento di amore e odio.
Quando verranno spazzate le stelle per il cielo
Come scintille di una forgia, e moriranno?
Certo l‘ora tua è giunta, soffia il tuo grande vento
Segretissima rosa, lontana ed inviolata?

W. B. Yeats, The Secret Rose, cura e traduzione di Sergio Danieluzzi, Edizioni Unicopli, Milano 1991, p. 69.