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La Rosa di Mesopotamia

“..Quando nel 1782 nella Cattedrale di Palermo venne aperto il sarcofago di porfido rosa contenente il corpo di Federico II di Svevia a scopo di studio e ispezione, si scoprì che lo “Stupor Mundi” era stato sepolto non con un saio da cistercense, come riportato dalle cronache del suo tempo, bensì con tre tuniche sulle quali erano ricamati arabeschi e simboli esoterici. Uno di questi era costituito dal fiore ad otto petali, una figura alla quale l’imperatore svevo sembra fosse particolarmente legato, tanto che la sua salma recava ancora al dito un anello la cui forma era anch’essa quello di un fiore ad otto petali….  Non doveva certamente essere un caso se nella più antica scrittura cuneiforme, quella proto-sumerica, il termine “cielo” fosse identificato da un ideogramma – simile al nostro asterisco: * – costituito da otto raggi uniti al centro, e che tale simbolo avesse anche il significato di “stella”. Nell’antica iconografia artistica mesopotamica, il sole era rappresentato da un disco regolarmente suddiviso in otto raggi, e le divinità venivano spesso raffigurate accanto ad una stella ad otto punte. Anche la stilizzazione iconografica-simbolica del cielo suddiviso in otto parti, opportunamente trasformato dagli scultori in un artistico fiore ad otto petali, contraddistingueva nella Mesopotamia Babilonese, in primo luogo ovviamente le divinità, come il dio Marduk, raffigurato letteralmente rivestito di rose con otto petali.
Parimenti dunque, è altrettanto verosimile che il simbolo della rosa assumesse contemporaneamente anche un significato religioso di rinascita e sopravvivenza dopo la morte, non solo nelle culture mediorientali ma anche nelle posteriori civiltà, come quelle ellenistica e romana.
Ammesso tuttavia che sia vero che la rosa ad otto petali (o rosetta, come denominata dagli archeologi) risulti essere la raffigurazione artistica delle otto direzioni archeoastronomiche dell’antica civiltà megalitica, anche altri simboli, ancora oggi oggetto di interpretazione e discussione, potrebbero derivare dalla medesima radice, essendo anch’essi caratterizzati da otto elementi (linee rette e angoli) attorno ad un centro comune.

Tratto  in rete da :GLI OTTO ANGOLI DEL CIELO. ORIGINE, SIGNIFICATO E STORIA DEGLI ENIGMATICI SIMBOLI ARTISTICI E ARCHITETTONICI AD OTTO ELEMENTI    di Ignazio Burgio, in rete