Poesia

L’Io

Il profumo dell’Amato aspiro ogni istante dal seno profondo dell’Io:
come non abbracciar stretto dunque il mio Io ogni notte?

Ieri ero un giardino d’amore, e mi venne in cuore tal voglia,
il suo Sole mi apparve dagli occhi  e ne scese un ruscello  di pianto.

Ogni rosa fiorente che spunta dal labbro suo ridente
s’è salvata dalla spina dell’Essere, é sfuggita alla Spada!

Ogni albero, ogni erba, danzava lieta nel prato,
ma per gli occhi del volgo erano fermi legati.

D’improvviso entrò da una parte il mio snello Cipresso
cadde in estasi  il  prato, il platano batteva a danza le mani.

Volto di fuoco, vino di fuoco, amore di fuoco, tutti e tre a gioia:
ma l’anima mia spaventata da quelle vampe intrecciate gridava: dove fuggire?

Nel mondo dell’Unità Regale non c’è spazio pel numero,
che di necessità esiste solo nel mondo dei cinque sensi, dei quattro elementi.

Puoi contar nella mano centomila dolcissimi frutti,
ma, se vuoi farne Uno, schiacciali tutti assieme!

Guarda che discorso hai nel cuore senza conto di lettere:
la purità del colore é una forma sgorgata dal Primo Pricipio.

Il Sole  di Tabriz è assiso in pompa regale, e a lui dinanzi i miei versi
s’allineano fila a fila come servi obbedienti.

Tratto da: “Poesie mistiche”, RUMI, ed. Classici BUR