Testi vari

Le Rosalia a Roma

Nell’antica Roma, testimoniate fin dal I secolo d.C., si tenevano le Rosalia o festa delle rose, che rientravano nel culto dei morti. Ricorrevano tra l’11 maggio e il 15 luglio, la rosa è simbolo di rigenerazione, per questo venivano portate sulle tombe degli avi, offerte ai Mani dei defunti insieme a cibo e bevande che venivano consumate presso la tomba. Ecate, dea degli inferi, era talvolta rappresentata coronata di rose a cinque petali: il cinque indica la fine di un ciclo  e l’inizio di uno nuovo.  Solo più tardi la chiesa spostò definitivamente il culto dei morti a novembre allineandosi alla tradizione celtica.  Non a caso maggio è opposto a novembre nel calendario.  La stessa energia del mese di maggio, se pensiamo e sentiamo queste bellissime giornate, è vivida e fortissima, opposta a quella del mese autunnale in cui le forze stanno scendendo nelle profondità della terra.
Sarebbe bello poter riscoprire questo contatto con i nostri avi, divenuti i nostri Penati, angeli tutelari della casa, da Penus, “tutto ciò di cui gli uomini si nutrono”, o dal fatto che essi risiedono nel penitus, la parte più interna della casa, dove si teneva il cibo. Al cibo è legato il concetto dell’unione, del fare parte.  Spesso dimentichiamo che chi ci ha preceduto, dal quale fisicamente abbiamo avuto origine, anche se non c’è più fisicamente accanto a noi esiste ed è vivificato dalla nostra energia di amore che rende possibile l’unità tra passato e  presente. Senza questo sentire, c’è frattura , frammentazione, dimenticanza, vera perdita.