Testi vari

Il profumo delle rose

” Ogni cosa ha il suo profumo. Annusare un certo profumo ci fa rammentare ciò che ci ha toccati profondamente nel passato.  L’odorato  è un senso molto legato alle emozioni. Anch’io lo sperimento regolarmente: quando sento l’odore del fieno penso alle vacanze.  Quando sento l’odore dell’ incenso mi vengono in mente il Natale e l’Epifania, come li festeggiavamo da bambini, e intuisco inoltre qualcosa del mistero del divino, così come per esempio mi si è rivelato nelle chiese del Monte Athos, che sono impregnate di profumo d’incenso.
Già dal punto di vista linguistico lo struggimento c’entra qualcosa con il profumo, il vapore, l’aria, la rugiada.  La parola greca per struggimento, epithymia, infatti, ha la radice thymos, che significa “fumo”, “profumo”, “vento”.  Ma anche l’esperienza ci dimostra che struggimento e profumo sono affini.  In chi sente l’odore di un certo profumo, per esempio quello di una donna di cui era innamorato, sale lo struggimento per quella donna, o piuttosto lo struggimento per l’amore che provava a quell’epoca.   Eppure né l’amore né il profumo sono tangibili.   Rimandano oltre a quanto si può vedere e toccare, verso qualcosa che non posso più afferrare.  Questa esperienza sensoriale allarga il mio cuore  e mi porta al di là delle cose concrete.
Il fumo di un falò sale verso il cielo.  Se lo seguo con lo sguardo, intuisco qualcosa dell’assenza di confini e infinito.  Allora in me affiora lo struggimento.   Anche i poeti biblici conoscono questa esperienza.  Il salmista per esempio prega: “Come incenso sale a te la mia preghiera” (Sal 140,2).  Il fumo dell’incenso che  sale  verso il cielo è come una preghiera che mi trascina verso l’alto, verso il paradiso. L’incenso diventa il simbolo dello struggimento che mi porta al di là di questo mondo.
“Il profumo delle cose è il desiderio che risvegliano in noi”  scrive Christian Morgenstern. Chiaramente egli non parla del desiderio di Dio, ma del desiderio delle cose.  Che cosa intende dire?  Se annuso una rosa , il suo profumo risveglia in me il desiderio della rosa.  Ma non il desiderio di possederla, di tenerla in mano o addirittura di distruggerla.  E’ piuttosto il desiderio di ciò che  la rosa simboleggia.   E’ il desiderio di bellezza, di amore, di purezza, di perfezione.   Il desiderio di ciò di cui annusiamo il profumo non vorrebbe possedere l’oggetto, ma solo intuire quale promessa è celata in esso. Tutto ciò che ci si offre nella natura è simbolo di qualcosa di spirituale …. il profumo che aderisce alle cose risveglia in noi il desiderio di ciò che in ogni cosa ci si rivela come immagine di perfezione, come immagine della vera vita.”….

pag.101  “Il libro del desiderio” Anselm Grun  ed. Queriniana