Poesia

La coppa di rose

…..
Ma ora sai come questo si dimentica:
perchè hai davanti, colma e inobliabile,
la coppa delle rose che gli estremi
ha in sé dell’essere e del declinare,
porgere, non-poter-mai-dare, esserci,
che può anche esser nostro: anche per noi estremo.

Tacita vita aprirsi, aprirsi senza fine,
sete di spazio che non toglie spazio
allo spazio che il cerchio delle cose restringe,
forma non circoscritta, senza contorni quasi
e solo interna, stranamente tenera
e che da sé fino all’orlo s’illumina:
conosci cosa che somigli a questa?

Ed è questa: che un sentimento nasce
perchè petali toccano altri petali?
E questa: che uno s’apre  come palpebra
e sotto no ci sono altro che palpebre
chiuse, quasi dormendo dieci volte

dovessero attutire un’energia visiva interna.
E soprattutto:che per questi petali
deve passare luce. Essi dai mille cieli
Filtrano lentamente quella goccia di tenebra
nel cui bagliore l’intricato fascio
degli stami si eccita e s’impenna.

E vedi i movimenti nelle rose:
oscillano in così stretto angolo
che i gesti resterebbero invisibili se i loro
raggi non si spiegassero a ventaglio nel cosmo.

tratto da “La coppa di rose ” NUOVE POESIE pg.187Rainer Maria Rilke
Giulio Einaudi editore