Poesia

“La rosa” Giambattista Marino

Fama è che Citerea

col suo leggiadro Adone

ne l’acerba stagione

cacciando un dì correa,

quando a la vaga dea

spina nocente e cruda

punse del bianco piè la pianta ignuda.

Ne la bella ferita

la rosa allor s’intinse

e ‘l suo candor dipinse

mentre la dea smarrita

de la guancia fiorita

discolorò le rose,

fé  di nuovo color l’altre pompose (…)

E tu -disse – sarai

il mio fior più gradito;

del mio sangue rivestito

de’ fior lo scettro avrai.

“La Rosa”  Giambattista Marino 1569 1625  poesia barocca