Dello stesso autore

Edoardo Delbono Napoli 1841- 1915

Fiori Arthur Rimbaud

Da un gradino d’oro, – fra i cordoni di seta,

le organze grigie, i velluti verdi e i dischi di

cristallo che anneriscono come bronzo al sole,

– vedo la digitale aprirsi su un tappeto di filigrane

d’argento, di occhi e di capigliature.

Monete d’oro giallo sparse sull’agata,

colonne di mogano che reggono una cupola

di smeraldi, mazzolini di raso bianco e fini

bacchette di rubino circondano la rosa d’acqua.

Come un dio dagli enormi occhi azzurri e

dalle forme di neve, mare e cielo attirano alle

terrazze di marmo la folla delle giovani e forti rose.

Arthur Rimbaud trad. Vincenzo Mascolo

Rose per Arthur

Rose azzurre sulla neve

L’ Azur Mallarmé

… De l’éternel azur la sereine ironie
Accable, belle indolemment comme les fleurs
Le poète impuissant qui maudit son génie
A travers un désert stérile de douleurs…

Tratto da Azur, S. Mallarmé

Roses Fanées azzurra e rossa

Appartamento in Place de la Bastille Parigi fin du siècle Marie Claire Maison dic 2010

Rondel II

Si tu veux nous nous aimerons
Avec tes lèvres sans le dire
Cette rose ne l’interromps
Qu’à verser un silence pire

Jamais de chants ne lancent prompts
Le scintillement du sourire
Si tu veux nous nous aimerons
Avec tes lèvres sans le dire

Muet muet entre les ronds
Sylphe dans la pourpre d’empire
Un baiser flambant se déchire
Jusqu’aux pointes des ailerons
Si tu veux nous nous aimerons.

Rondel II Mallarmè

Mignonne, allons voir si la rose

Ode a’ Cassandre

Mignonne, allons voir si la rose
Qui ce matin avoit desclose
Sa robe de pourpre au Soleil,
A point perdu cette vesprée
Les plis de sa robe pourprée,
Et son teint au vostre pareil.

Las ! voyez comme en peu d’espace,
Mignonne, elle a dessus la place
Las ! las ses beautez laissé cheoir !
Ô vrayment marastre Nature,
Puis qu’une telle fleur ne dure
Que du matin jusques au soir !

Donc, si vous me croyez, mignonne,
Tandis que vostre âge fleuronne
En sa plus verte nouveauté,
Cueillez, cueillez vostre jeunesse :
Comme à cette  fleur la vieillesse
Fera ternir vostre beauté.

Pierre de Ronsard

Ode livre I 1524-1585

Rondel II . Ancora Mallarmé e la rosa

Mallarmé e la rose

Et … la rose Cruelle, pareille à la chair de la femme” : la rose est une fleur qui revient souvent dans le vocabulaire mallarméen et c’est un de ces mots sur lesquels les commentateurs sont le moins d’accord. Ici on peut lui donner le sens de fleur naturelle, la rose cruelle (souvenir de Ronsard) comparée dans le poème à Hérodiade dont il faut noter que c’est la première fois qu’il cite ce nom. Le poète est en effet en train de travailler à “Hérodiade”, c’est une sorte de continuité, une poésie annonce l’autre.

Les Fleurs

Des avalanches d’or du vieil azur, au jour
Premier et de la neige éternelle des astres
Jadis tu détachas les grands calices pour
La terre jeune encore et vierge de désastres,

Le glaïeul fauve, avec les cygnes au col fin,
Et ce divin laurier des âmes exilées
Vermeil comme le pur orteil du séraphin
Que rougit la pudeur des aurores foulées,

L’hyacinthe, le myrte à l’adorable éclair
Et, pareille à la chair de la femme, la rose
Cruelle, Hérodiade en fleur du jardin clair,
Celle qu’un sang farouche et radieux arrose !

Et tu fis la blancheur sanglotante des lys
Qui roulant sur des mers de soupirs qu’elle effleure
A travers l’encens bleu des horizons pâlis
Monte rêveusement vers la lune qui pleure !

Hosannah sur le cistre et dans les encensoirs,
Notre Dame, hosannah du jardin de nos limbes !
Et finisse l’écho par les célestes soirs,
Extase des regards, scintillement des nimbes !

Ô Mère qui créas en ton sein juste et fort,
Calices balançant la future fiole,
De grandes fleurs avec la balsamique Mort
Pour le poète las que la vie étiole.

Stéphane Mallarmé

Fanes il dio luminoso

Teogonia orfica
Cronos  crea
dal caos e dall’uovo argenteo,
Fanes, il dio luminoso.
Fanes è il Dio di Jung.

“ Fanes è il Dio che esce luminoso dalle acque
Fanes è il sorriso dell’alba
Fanes è il giorno radioso
E’ l’oggi che mai tramonta
E’ fragore dei fiumi
E’ il sussurrare del vento
E’ fame e sazietà
E’ amore e piacere
E’ mestizia e consolazione
E’ promessa e compimento
E’ la luce che illumina ogni oscurità
E’ il giorno perenne
E’ l’argentea luce della luna
E’ lo sfavillare delle stelle
E’ la stella cadente che brilla, passa e svanisce.
E’ la pioggia di stelle cadenti che torna ogni anno
E’ il sole e la luna che ritornano
E’ il bene e l’abbondanza dell’anno
Egli riempie le ore di vitale entusiasmo
E’ l’abbraccio e il sussurro dell’amore
E’ il calore dell’amicizia
E’ la speranza che ravviva il vuoto
E’ la gioia a ogni nascita
E’ la luce che emana dai fiori
E’ l’ala vellutata della farfalla
E’ il profumo dei giardini in fiore che colma le notti
E’ il canto della gioia
E’ l’albero della luce
E’ il compimento, qualsiasi  miglioramento
E’ tutto ciò che è  melodioso
E’ quel che ha giuste proporzioni
E’ il numero sacro
E’ la promessa di vita
E’ il contratto e la sacra promessa
E’ la varietà dei suoni e dei colori
E’ la santificazione del mattino, del mezzodì e della sera
E’ ciò che è gentile e mite
E’ la redenzione
In verità Fanes è il giorno felice
In verità Fanes  è il lavoro, il suo compimento e la sua ricompensa
E’ l’impresa faticosa e la quiete della sera
E’ il passo nella via di mezzo,il suo inizio, la sua metà e la sua fine
E’ la preveggenza
E’ la fine della paura
E’ il seme che germoglia,  il  bocciolo  che si apre
E’ la porta dell’accoglienza, l’accettazione e la rinuncia
E’ la sorgente e il deserto
E’ il porto sicuro e la notte tempestosa
E’ la certezza nella disperazione
E’ ciò che resta saldo nello sconvolgimento
E’ la liberazione dalla prigionia
E’ consiglio e forza nell’andare  avanti
E’ la grandezza dell’uomo, il suo valore e la sua forza.”

Tratto da Libro Rosso , Liber novus, pg. 301 C.G.Jung ed.Bollati Boringhieri

Bocciolo di Rosetta

Mai riuscirò a fare qualcosa di altrettanto bello e luminoso come un bocciolo carico di rugiada

Il mito: la vergine Madre

La madre con il figlio costituisce un’immagine di base della mitologia. Per ognuno di noi la prima esperienza è quella del corpo della madre. Ciò che…si definisce Partecipation Mystique, partecipazione mistica tra madre e figlio e viceversa, è la terra promessa di felicità. Come nostra madre, la terra e tutto l’universo trasferiscono quest’esperienza nell’esperienza più ampia dell’esperienza adulta. Quando ci si riesce a sentire in relazione con l’universo nello stesso modo naturale e completo del figlio con la madre, allora si è in perfetta armonia e accordo con l’universo. La funzione principale della mitologia è di creare e mantenere questa armonia e quest’accordo. Quando le società escono dalla condizione primordiale, sorge il problema di come mantenere questa Partecipation Mystique tra individuo e società”.

J. CampbellIl racconto del mito

La vergine Madre

rose per Verlaine