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Scritti di Ildegarda

Ed ecco! Nell’anno quarantatreesimo della mia vita, vidi una visione celeste. Con tremore e con grande timore il mio spirito si protese verso di essa. Vidi un grande splendore. Una voce risuonò e mi disse: «O fragile creatura, polvere da polvere, di’ e scrivi quello che vedi e senti! Ma poiché sei timida nel parlare. inadatta a spiegare e incapace di descrivere quanto vedi. dillo e scrivilo non secondo il linguaggio degli uomini, non secondo la conoscenza umana, né secondo la volontà umana, ma per il dono che ti viene concesso nelle visioni celesti, così come tu vedi e senti nelle mirabili cose operate da Dio»… Nel mio intimo sperimentai la forza e il mistero di visioni nascoste, mirabili, e questo a partire dal mio quinto anno di vita, e le esperimento tuttora. Ma non ne informai alcuna persona umana, ad eccezione di pochi che vivevano come me nella condizione della vita religiosa. Coprii tutto col silenzio, fino al tempo in cui Dio, mediante la sua grazia, lo volle rivelare. Le visioni che vedo non le ricevo in condizioni di sogno. né nel sonno, né quando il mio spirito è turbato, né con gli occhi del corpo o le orecchie dell’uomo esteriore, e non in luoghi determinati, ma così come Dio vuole. Per l’uomo rivestito di carne è difficile comprendere come ciò accada…”. (16)…Di ciò che vedo non posso essere a conoscenza piena, finché sono schiava del corpo e dell’anima invisibile… Sin dall’infanzia, quando le mie membra, i miei nervi, le mie arterie non erano ancora irrobustiti, godo del dono di questa visione nella mia anima, fino ad ora, all’età di oltre settant’anni. E la mia anima per volontà di Dio sale in questa visione fino alle altezze del firmamento… Vedo però queste cose non con gli occhi esterni e non le ascolto con le orecchie esteriori, e non le colgo con i pensieri del mio cuore, né con una qualche mediazione dei miei cinque sensi. Piuttosto, le vedo unicamente nella mia anima, con gli occhi del corpo ben aperti, per cui non subisco mai la perdita di coscienza dell’estasi, ma guardo ben sveglia, di giorno e di notte.

La luce che contemplo non è legata a uno spazio. E molto, molto più splendente di una nube compenetrata dal sole.

Tratto da “Scivias. Libro della Cerazione e della redenzione del mondo” Ildegarda of Bingen

Ildegarda of Bingen (1098-1179)

Rose di Roma

Come un portento la terra del Nilo

le sue rose d‘inverno t‘ha mandato,

Cesare, presuntuosa.

Ma il marinaio di Menfi ha riso

dei giardini d‘Egitto, al varcare

la porta della tua Roma

che tutta era una primavera

e delle grazie di Flora odorosa

e dei campi di Pestum lo splendore.

Dovunque vada, dovunque guardi,

ogni strada è una treccia di rose.

Vinto dalla Roma iemale

avrai da noi le rose;

tu mandaci, Nilo, cereali.

Marziale

Charms Roses Fanées

Siamo ancora in inverno, ma in attesa della primavera un luminoso charms da portare come pendaglio attaccato ad una collana, o come pendente attaccato in una borsa, porta colore e luce.

I Charms della collezione Roses Fanées sono tutti pezzi unici creati unendo piccoli tesori vintage e pietre dure. Telefonare al 349  1215334 per informazioni

Ricordo di Sé

“Nulla è paragonabile al ricordo di sé e nulla esiste veramente senza di esso. A volte, grazie al ricordo di sé, tutto quello che accade sotto i nostri occhi si trasforma in poesia facendo eco al paradiso.   I fiori, la luce che cade sull’erba.  Pensate solamente a quante sfumature dei verde esistono in natura…. Fate tutto ciò che potete per essere presenti, ma senza eccessiva tensione perché questo mette a repentaglio il ricordo di sé.”….

pg.13-14 tratto da “Il Ricordo di sé” Robert Earl Burton, Ubaldini editore, Roma

Petals

My tears are like the quiet drift, of petals from some magic rose;
and all my grief flows from the rift, of unremembered skies + snows

Dylan Thomas

Scrittura

Ancora rose di Emily

If I should cease to bring a Rose

Upon a festal day,

Twill be because beyond the Rose

I have been called away –

If I should cease to take the names

My buds commemorate –

Twill be because Death’s finger

Clasps my murmuring lip!

Se dovessi smettere di portare una Rosa

In un giorno di festa,

Sarà perché al di là della Rosa

Sarò stata chiamata –

Se dovessi smettere di prendere i nomi

Che i miei germogli commemorano –

Sarà perché le dita della morte

Suggellano il mio labbro mormorante!

Tentare di copiare la natura

The flowers in the Roses Fanées  Collection are made of precious, hand-dyed silk, crafted petal by so to form multi-color corollas.
Look through the catalogue ROSE DI SETA FATTE A MANO and let your own intuition guide you.
You will discover which incredible composition  of color and shape will work best for you.

Still life rosa P.J. Bovo

Poesia 1058

Fiorire – è il fine – chi passa un fiore

con uno sguardo distratto

stenterà a sospettare

le minime circostanze

coinvolte in quel luminoso

fenomeno

costruito in modo così intricato

poi offerto come una farfalla

al mezzogiorno —

Colmare il bocciolo — combattere il verme —

ottenere quanta rugiada gli spetta —

regolare il calore – eludere il vento —

sfuggire all’ape ladruncola

non deludere la natura grande

che l’attende proprio quel giorno —

essere un fiore, è profonda

responsabilità —

Emily Dickinson (1865 ca.)

Emily Dickinson

Vorrei fare rose per Emily, il suo spirito è vicino al mio, anche lei studiava i fiori  e  li catalogava nel suo erbario.  I prossimi mazzolini saranno per lei.

Tramonto rosa

Una goccia ….

Se facciamo cadere una goccia d’acqua in una coppa d’essenza di rose, questa goccia prende il colore e il profumo dell’essenza di rose.  Così l’anima perduta in Dio, annientata nella sua infinitezza, colma della fruizione piena della divinità senza più limiti terreni nel più alto grado della sua esperienza religiosa.

Tratto da “San Francesco e Rumi” Gabriel Mandel  www.puntosufi.it

Madonna con Roses Fanées

Canzone francese del XIII secolo

Per una rosa, per una soave rosa
per una rosa, per una soave rosa
per una rosa é la mia canzone.
Ascoltate signori, giovani e vecchi,
come la rosa spuntò sulla terra.
Un fiore siffatto,secondo me,
non esiste in tutto il mondo.
Gli angeli discesi dal cielo
per salutare Maria con ogni onore
dissero che doveva portare  il fiore
che avrebbe spazzato il potere dei demoni.

citata in Allen Paterson, “La storia della rosa”, Milano 1984, p.200

Rose purissime

The Roses Fanèes  collection flowers also become romantic decorations  for wedding dresses and bouquets that never  wilt!
Rose clusters arranged to compose an elegant hairstyle or dress a hat, prepared individually for every bride.
By sending your photo and description of your wedding dress, a personalized headpiece can be design in the Roses Fanées style.

Per l’era di Michele

Dobbiamo sradicare dall’anima
tutta la paura e il timore
di ciò che il futuro può portare all’uomo.
Dobbiamo acquistare  serenità
in tutti i sentimenti e sensazioni
rispetto al futuro.
Dobbiamo guardare avanti
con assoluta equanimità
verso tutto ciò che può avvenire.
E dobbiamo pensare che
tutto quello che verrà ci sarà dato da una direzione
del mondo piena di sapienza.
Questo è parte di ciò
che dobbiamo imparare in questa Era:
saper vivere in assoluta fiducia
senza nessuna sicurezza nell’esistenza,
fiducia nell’aiuto sempre presente
del Mondo Spirituale.
In verità nulla avrà valore
se ci manca il coraggio.
Discipliniamo la nostra volontà
e cerchiamo il risveglio interiore
tutte le mattine e tutte le notti.

Rudolf Steiner