Dello stesso autore

Détend-toi! Heureuse année 2011

Détend-toi! Ferme les yeux! Ouvre tes sens! Respire. Doucement, profondément! Laisse ton souffle te guider.   Reste ainsi, recueillit en toi- meme  et ouvert sur le monde.     Ici et  maintenant, le voyage commence!  Viens avec moi!  Vibre avec moi!  Je suis musique!  Bienvenue sur ces terres d’Orient où se marient  les parfums, les encens, les couleurs, les sons, l’amour, la tendresse.  Je te conduis dans ces pays, où toi homme pressé, stressé tu recevras le temps sur un plateau d’argent.  Savoure! ici, chaque istant est sacré, unique, éternel!
Les temps se déroule au rythme de la vie, de ses magie, de ses mystères.  Oublie ton quotidien fait de science, de tecnique, de raison.   Apprend la volupté, la féte, la beauté, le respect de celui, de celle, que tu croises.

Claude Challe

Roses Fanées alla Maison 78 Alta sartoria

Haiku

fuyu sobi ni
tsuchi no ka takaku
narinikeri

Grazie alle rose d’inverno
il profumo della terra,
si è slanciato verso l’alto.

tratto da “Il grande libro degli degli Haiku”
Iida Dakotsu 1885 -1962

Incenso, mirra aloe…

10Quanto sono soavi le tue carezze,
sorella mia, sposa,
quanto più deliziose del vino le tue carezze.
L’odore dei tuoi profumi sorpassa tutti gli aromi.
11Le tue labbra stillano miele vergine, o sposa,
c’è miele e latte sotto la tua lingua
e il profumo delle tue vesti è come il profumo del Libano.
12Giardino chiuso tu sei,
sorella mia, sposa,
giardino chiuso, fontana sigillata.
13I tuoi germogli sono un giardino di melagrane,
con i frutti più squisiti,
alberi di cipro con nardo,
14nardo e zafferano, cannella e cinnamòmo
con ogni specie d’alberi da incenso;
mirra e aloe
con tutti i migliori aromi.
15Fontana che irrora i giardini,
pozzo d’acque vive
e ruscelli sgorganti dal Libano.

16Lèvati, aquilone, e tu, austro, vieni,
soffia nel mio giardino
si effondano i suoi aromi.
Venga il mio diletto nel suo giardino
e ne mangi i frutti squisiti.

“Cantico dei Cantici “

Rose d’inverno

Il profumo delle rose

” Ogni cosa ha il suo profumo. Annusare un certo profumo ci fa rammentare ciò che ci ha toccati profondamente nel passato.  L’odorato  è un senso molto legato alle emozioni. Anch’io lo sperimento regolarmente: quando sento l’odore del fieno penso alle vacanze.  Quando sento l’odore dell’ incenso mi vengono in mente il Natale e l’Epifania, come li festeggiavamo da bambini, e intuisco inoltre qualcosa del mistero del divino, così come per esempio mi si è rivelato nelle chiese del Monte Athos, che sono impregnate di profumo d’incenso.
Già dal punto di vista linguistico lo struggimento c’entra qualcosa con il profumo, il vapore, l’aria, la rugiada.  La parola greca per struggimento, epithymia, infatti, ha la radice thymos, che significa “fumo”, “profumo”, “vento”.  Ma anche l’esperienza ci dimostra che struggimento e profumo sono affini.  In chi sente l’odore di un certo profumo, per esempio quello di una donna di cui era innamorato, sale lo struggimento per quella donna, o piuttosto lo struggimento per l’amore che provava a quell’epoca.   Eppure né l’amore né il profumo sono tangibili.   Rimandano oltre a quanto si può vedere e toccare, verso qualcosa che non posso più afferrare.  Questa esperienza sensoriale allarga il mio cuore  e mi porta al di là delle cose concrete.
Il fumo di un falò sale verso il cielo.  Se lo seguo con lo sguardo, intuisco qualcosa dell’assenza di confini e infinito.  Allora in me affiora lo struggimento.   Anche i poeti biblici conoscono questa esperienza.  Il salmista per esempio prega: “Come incenso sale a te la mia preghiera” (Sal 140,2).  Il fumo dell’incenso che  sale  verso il cielo è come una preghiera che mi trascina verso l’alto, verso il paradiso. L’incenso diventa il simbolo dello struggimento che mi porta al di là di questo mondo.
“Il profumo delle cose è il desiderio che risvegliano in noi”  scrive Christian Morgenstern. Chiaramente egli non parla del desiderio di Dio, ma del desiderio delle cose.  Che cosa intende dire?  Se annuso una rosa , il suo profumo risveglia in me il desiderio della rosa.  Ma non il desiderio di possederla, di tenerla in mano o addirittura di distruggerla.  E’ piuttosto il desiderio di ciò che  la rosa simboleggia.   E’ il desiderio di bellezza, di amore, di purezza, di perfezione.   Il desiderio di ciò di cui annusiamo il profumo non vorrebbe possedere l’oggetto, ma solo intuire quale promessa è celata in esso. Tutto ciò che ci si offre nella natura è simbolo di qualcosa di spirituale …. il profumo che aderisce alle cose risveglia in noi il desiderio di ciò che in ogni cosa ci si rivela come immagine di perfezione, come immagine della vera vita.”….

pag.101  “Il libro del desiderio” Anselm Grun  ed. Queriniana

Ancora sul profumo…

Lo studio era pieno dell’odore intenso delle rose, e quando la brezza estiva passava tra gli alberi del giardino, penetrava dalla porta aperta il profumo pesante del glicine o la fragranza più delicata del biancospino. Dall’angolo del divano di cuscini persiani sul quale stava disteso, fumando, com’era suo costume, innumerevoli sigarette, Lord Henry Wotton poteva appena scorgere lo splendore dei fiori di citiso, che hanno la dolcezza e il colore del miele. I ramoscelli gracili sembravano quasi incapaci di reggere il peso di tanta fiammeggiante bellezza. Le ombre fantastiche degli uccelli in volo penetravano di quando in quando attraverso le lunghe cortine di seta cruda, le quali, spiegate davanti all’ampia finestra, producevano quasi un momentaneo effetto giapponese e facevano pensare a quei pallidi pittori di Tokio, dalla faccia di giada, che, impiegando come strumento un’arte che è necessariamente statica, tentano di darci il senso della rapidità e del moto.

Il ritratto di Dorian Gray, O. Wilde, trad. E. Grazzi , Sansoni editore

Roses Fanées laccio di rose per collo

Abito rosso e rose giapponesi A. Merendino

sonetto 54 Shakespeare

Oh how much more doth beauty beauteous seem
By that sweet ornament which truth doth give.
The rose looks fair, but fairer we it deem
For that sweet odour, which doth in it live.
The canker blooms have full as deep a dye
As the perfumed tincture of the roses,
Hang on such thorns, and play as wantonly
When summer’s breath their masked buds discloses:
But, for their virtue only is their show,
They live unwoo’d, and unrespected fade;
Die to themselves. Sweet roses do not so;
Of their sweet deaths are sweetest odours made:
And so of you, beauteous and lovely youth,
When that shall vade, my verse distills your truth.

Oh quanto più bella sembra la bellezza quando ne sia la verità ornamento!  bella ci appare la rosa, ma più bella la giudichiamo per quel dolce profumo che essa ricetta.
Le rose canine hanno bensì tinta viva la pari dell’incarnato delle rose fragranti; dipendono dalle stesse spine, e, come quelle, giocano
capricciosamente  quando il fiato dell’estate fa schiudere i loro bottoni nascosti.
Ma poichè loro unico pregio è l’apparenza, niuno le vagheggia e neglette
appassiscono: esse muoiono per sempre.
Non così le dolci rose;  la loro dolce morte si muta in dolcissimi profumi.
Così è di te, vago e leggiadro giovane;  quando la tua vaga e leggiadra giovinezza appassirà, i miei versi distilleranno  l’essenza della tua verità.

Traduzione L.Darchini  i Classici Feltrinelli


La porta di Natale

La porta di Natale significato esoterico

Il periodo natalizio nasconde un significato arcano profondamente sentito nell’antichità. Per gli iniziati è una porta, rappresentato dal solstizio d’Inverno, l’ingresso simbolico a uno stato superiore di consapevolezza dell’uomo. Dopo il buio del profondo inverno la luce ritorna.

Roses Fanées per uomo

Il tavolo di lavoro delle rose di seta Roses Fanées

Après le déluge

Car depuis qu’ils se sont dissipés, – oh les pierres précieuses s’enfouissant, et les fleurs ouvertes! – c’est un ennui! et la Reine, la Sorcière qui allume sa braise dans le pot de terre, ne voudra jamais nous raconter ce qu’elle sait, et que nous ignorons.

“Après le déluge” da Illuminations 1886 Artur Rimbaud

Edoardo Delbono Napoli 1841- 1915

Fiori Arthur Rimbaud

Da un gradino d’oro, – fra i cordoni di seta,

le organze grigie, i velluti verdi e i dischi di

cristallo che anneriscono come bronzo al sole,

– vedo la digitale aprirsi su un tappeto di filigrane

d’argento, di occhi e di capigliature.

Monete d’oro giallo sparse sull’agata,

colonne di mogano che reggono una cupola

di smeraldi, mazzolini di raso bianco e fini

bacchette di rubino circondano la rosa d’acqua.

Come un dio dagli enormi occhi azzurri e

dalle forme di neve, mare e cielo attirano alle

terrazze di marmo la folla delle giovani e forti rose.

Arthur Rimbaud trad. Vincenzo Mascolo

Rose per Arthur